Provenienza:
Asia meridionale.
Apertura
alare: 100-140 mm
Periodo
di volo: pressochè tutto l'anno nel suo areale;
anche in cattività non presenta periodi di svernamento, anche
se la durata della ninfosi ha un allungamento nel periodo invernale.
Piante
nutrici del bruco: ricino,
ligustro, ailanto, alcune rosacee da frutto. Il ricino, pianta infestante
e presente anche tutto l'anno nelle regioni meridionali d'Italia, è
senz'altro la pianta preferita, ma il ligustro, pianta sempreverde,
è la migliore alternativa.
Stadio
di svernamento: non ha diapausa invernale, nè
può venire indotta da riduzione del periodo di luce durante l'allevamento
dei bruchi, nè abbassandola temepratura durante la ninfosi: se
tenute al freddo, le crisalidi si sviluppano lentamente finchè
l'adiulto pronto a sfarfallare è incapace di uscire dal bozzolo
per le energie ridotte dall'abbassamento di temepratura.
Allevamento:
molto facile, è uno dei bruchi più resistenti.
Le larve arrivano a 9 cm e negli ultimi stadi consumano notevoli quantità
di foglie. Negli ultimi stadi possono assumere due tipi di colorazione,
bianca o bianco-azzurra: tale variabilità di colorazione non
ha alcun riscontro nella colorazione degli adulti.
Riproduzione:
estremamente facile, è sufficiente lasciare una coppia
in una gabbia di 30 cm di lato o persino una scatola di cartone (es.
scatola da scarpe); può addirittura avvenire anche durante il
giorno ponendo un maschio accanto alla femmina quais come a farlo arrampicare
ai suoi fianchi, oppure tenendo una femmina in mano e avvicinandole
con l'altra mano il maschio, lasciandoli poi su una parete della gabbia
dove resteranno uniti sino al giorno successivo.
Note:
sicuramente la specie più indicata per i principianti.