Provenienza:
il suo areale di distribuzione è concentrato soprattutto
nel sud dell’area mediterranea, in Nord Africa e Medio oriente,
potendo però migrare fino all’Asia orientale.
In Italia esiste sia come specie migrante, di passaggio nei mesi più
caldi, sia come specie stanziale nelle regioni più meridionali
dove le crisalidi possono sopravvivere agli inverni miti.
Frequentano le zone presso i ruscelli dove cresce spontanea la pianta
nutrice principale die bruchi, l’Oleandro (Nerium oleander). Durante
il giorno riposano aggrappati a una foglia oppure sulle rocce.
Apertura
alare: 100-130 mm
Periodo
di volo: tra maggio e settembre, con varie generazioni
che si sisseguono in questo lasso di tempo.
Piante
nutrici del bruco: oleandro,
pervinca, ligustro; quest'ultimo è difficilemnte appetito da
bruchi provenienti da determinate aree geografiche o i cui genitori
sono stati allevati sull'oleandro: molti allevatori allora usano uno
stratagemma per abituarei brucbi appena nati al ligustro: lasciano macerare
in acqua alcune foglie di oleandro per alcune ore e poi spruzzano l'"acqua
di oleandro" sulle foglie di ligustro, curando di lasciarle asciugare
bene senza risciacquarle; in questo modo i bruchi possono scambiare
il ligustro per oleandro e cibarsene, di norma una volta che hanno cominciato
a mangaire non è necessario ripetere il trattamento ogni volta,
per cui specialmente dopo la prima muta quindi dopo qualche giorno si
puòò somministrare il ligustro direttamente, senza il
trattamento.
Stadio
di svernamento: non c'è
una diapausa invernale vera e propria, d'inverno il periodo di ninfosi
può essere più lungo ma la farfalla non sopravvive ad
inverni troppo rigidi.
Allevamento:
specie abbastanza facile da allevare, può essere riprodotta
tutto l’anno se le si garantisce almeno una temperatura d’appartamento
(20 gradi).
I bruchi raggiungono grandi dimensioni (10 cm) e s cibano soprattutto
delle foglie tenere e dei fiori dell’oleandro, preferendo sostare
sui rami più esposti al sole; lo sviluppo è abbastanza
rapido soprattutto nei mesi più caldi; raggiunta la maturità
scendono dalla pianta nutrice per trasformarsi in crisalide nel terreno.
Le uova schiudono in pochi giorni, mediamente una settimana, un po’
di meno (4-5 giorni) nei mesi estivi. Alla nascita i bruchi necessitano
di foglie tenere di oleandro, gradendo anche i boccioli fiorali. Se
tenuti al caldo l’accrescimento è molto rapido, potendo
raggiungere la maturità entro 3 settimane. Per l’allevamento
si possono usare dei contenitori in plastica purchè vi si garantisca
aerazione usando della rete o garza come coperchio; meglio ancora, egli
ultimi stadi, usare delle gabbie con pareti in rete. I rami di oleandro,
cambiati ogni giorno o al massimo ogni due, possono essere tenuti freschi
tenendo la base immersa in flaconi d’acqua assicurando che l’imboccatura
sia inaccessibile ai bruchi che potrebbero annegarvi dentro.
La colorazione di fondo tipica dei bruchi è prevalentemente verde,
talora vi sono esemplari giallo-bruni o tendenti all’arancio.
Quando i bruchi hanno raggiunto una certa dimensione dopo la quarta
muta, bisogna osservare se cominciano ad allontanarsi dalla pianta perché
potrebbe essere giunto il momento della ninfosi: allora cominceranno
a girovagare soprattutto sul fondo della gabbia cercando una zona dove
poter scavare; quelli pronti a entrare in ninfosi avranno assunto bruscamente
una colorazione tendente al bruno-arancio; a questo punto si trasferiranno
i bruchi maturi in una cassetta con 15 cm o più di terra oppure
torba mista a muschio, oppure solo muschio (ad esempio quello usato
per i presepi). La cassetta verrà coperta in alto e si lascerà
all’interno qualche foglia di oleandro per controllare che qualche
bruco tra quelli trasferiti non sia ancora immaturo per la ninfosi e
quindi debba ancora nutrirsi. Alcuni allevatori lasciano i bruchi nella
stessa gabbia, limitandosi ad aggiungere terra sul fondo: ma in questo
modo i bruchi che ancora non sono maturi continueranno a nutrirsi e
a sporcare il fondo con le loro feci quindi è un metodo igienicamente
poco pratico.
Dopo essere sprofondati nel substrato scelto per la ninfosi, i bruchi
si trasformeranno in crisalide dopo qualche giorno passato in immobilità.
Qualora si volessero trasferire le crisalidi in un altro contenitore,
bisognerà attendere che tutti i bruchi in ciascun contenitore
si siano incrisalidati per evitare di disturbare brichi ancoira in procinto
di trasformarsi in crisalide o comunque di danneggiare la cuticola appena
formata delle crisalidi appena formate.
Riproduzione:
è sufficiente una gabbia di 40-45 cm di diametro per
una-due coppie. L'accoppiamento avviene nella tarda sera o di notte,
di solito un paio di giorni dopo lo sfarfallamento; si può evitare
di nutrire gli adulti ma è meglio, avendo tempo, mettere nella
gabbia dei batuffoli di cotone imbevuto di soluzione di acqua e miele
(al 5-10%) e dei rami di olenadro con cime fiorite: questi ultimi serviranno
a nche a indurre la femmina alla deposizione. Le uova comunque andrannod
eposte anche in minor misura sulle pareti della gabbia nell'arco di
alcuni giorni. Per prolungare la vita della femmina si può alimentare
artificialmente: nelle ore in cui è attiva, quindi la sera, la
si tiene ferma bloccandola dai lati del torace e con l'aiuto di uno
stecchino o uno spillo con la punta msussata per non ferire l'insetto
si strotola delicatamente la spiritromba, facendo sì che l'estremità
tocchi il cotone imbevuto di soluzione ziccherina: la farfalla dopo
un pò di resistenza dovrebbe inziiarer a succhiare spontaneamente
e si può provare ad allentare la presa sul corpo.
Note:
l'adulto è una delle più belle farfalle notturne d'Europa.